Modello 231/01: da Strumento di Prevenzione Penale a Piattaforma Complessa di Gestione Aziendale

La Responsabilità Amministrativa delle Imprese per i Reati Commessi dai Dipendenti.

I reati più significativi:

♦  Omicidio colposo o lesioni gravi o gravissime commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro (D. Lgs. 81/2008).

Per effetto dell'entrata in vigore della Legge 3 agosto 2007, n. 123, recante "Misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia" è stato introdotto nel Decreto l'art. 25-septies che prevede la responsabilità amministrativa degli enti in relazione ai reati di:

  • omicidio colposo (art. 589 c.p.);
  • lesioni colpose gravi o gravissime (art. 590 comma 3 c.p.);
    commessi in violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell'igiene e della salute sul lavoro.
    L'articolo 30 del T.U. n. 81/2008 contiene una norma innovativa in quanto indica i requisiti del Modello di Organizzazione e di gestione idoneo a scongiurare la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001.
    Il suddetto articolo prevede ora che il Modello idoneo ad avere efficacia esimente della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche deve essere adottato ed efficacemente attuato assicurando un sistema aziendale per l'adempimento di tutti gli obblighi giuridici relativi:
  • al rispetto degli standard tecnico strutturali di Legge relativi ad attrezzature, impianti, luoghi di lavoro, agenti chimici, fisici e biologici;
  • alle attività di valutazione dei rischi e di predisposizione delle misure di prevenzione e protezione conseguenti;
  • alle attività di natura organizzativa quali emergenze, primo soccorso, gestione degli appalti, riunioni periodiche di sicurezza, consultazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;
  • alle attività di sorveglianza sanitaria;
  • alle attività di informazione e formazione dei lavoratori;
  • alle attività di vigilanza con riferimento al rispetto delle procedure e delle istruzioni di lavoro in sicurezza da parte dei lavoratori;
  • all'acquisizione di documenti e certificazioni obbligatorie di Legge;
  • alle periodiche verifiche dell'applicazione e dell'efficacia delle procedure adottate.

♦  Reati commessi nei rapporti con la Pubblica Amministrazione (art. 24, D.Lgs. 231/01).

  • Malversazione a danno dello Stato o di altro ente pubblico (art. 316-bis c.p.);
  • Indebita percezione di contributi, finanziamenti o altre erogazioni da parte dello Stato o di altro ente pubblico o delle Comunità europee (art.316-ter c.p.);
  • Truffa in danno dello Stato o di altro ente pubblico o delle Comunità europee (art.640, comma 2, n.1, c.p.);
  • Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640-bis c.p.);
  • Frode informatica in danno dello Stato o di altro ente pubblico (art. 640-ter c.p.).

♦  Delitti informatici e trattamento illecito di dati (art. 24-bis, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dalla L. 18 marzo 2008 n. 48, art. 7]

  • falsità in un documento informatico pubblico o avente efficacia probatoria (art. 491-bis c.p.);
  • accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico (art. 615-ter c.p.);
  • detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o telematici (art. 615-quater c.p.);
  • diffusione di apparecchiature, dispositivi o programmi informatici diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico o telematico (art. 615-quinquies c.p.);
  • intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche (art. 617-quater c.p.);
  • installazione di apparecchiature atte ad intercettare, impedire o interrompere comunicazioni informatiche o telematiche (art. 617-quinquies c.p.);
  • danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici (art. 635-bis c.p.);
  • danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici utilizzati dallo Stato o da altro ente pubblico o comunque di pubblica utilità (art. 635-ter c.p.);
  • danneggiamento di sistemi informatici o telematici (art. 635-quater c.p.);
  • danneggiamento di sistemi informatici o telematici di pubblica utilità (art. 635-quinquies c.p.);
  • frode informatica del certificatore di firma elettronica (art. 640-quinquies c.p.)
  • Danneggiamento di sistemi informatici e telematici (Art. 635 bis )

♦  Delitti di criminalità organizzata (art. 24-ter, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dalla L. 15 luglio 2009, n. 94, art. 2, co. 29].

  • Associazione per delinquere (art. 416 c.p., ad eccezione del sesto comma);
  • Associazione a delinquere finalizzata alla riduzione o al mantenimento in schiavitù, alla tratta di persone, all'acquisto e alienazione di schiavi ed ai reati concernenti le violazioni delle disposizioni sull'immigrazione clandestina di cui all'art. 12 d. lgs 286/1998 (art. 416, sesto comma, c.p.);
  • Associazione di tipo mafioso (art. 416-bis c.p.);
  • Tutti i delitti se commessi avvalendosi delle condizioni previste dall'articolo 416-bis c.p. ovvero al fine di agevolare l'attività delle associazioni previste dallo stesso articolo.
  • Scambio elettorale politico-mafioso (art. 416-ter c.p.);
  • Sequestro di persona a scopo di estorsione (art. 630 c.p.);
  • Associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope (art. 74 DPR 9 ottobre 1990, n. 309);
  • Illegale fabbricazione, introduzione nello Stato, messa in vendita, cessione, detenzione e porto in luogo pubblico o aperto al pubblico di armi da guerra o tipo guerra o parti di esse, di esplosivi, di armi clandestine nonché di più armi comuni da sparo(*) (art. 407, co. 2, lett. a), numero 5), c.p.p.).
(*) Escluse quelle denominate «da bersaglio da sala», o ad emissione di gas, nonché le armi ad aria compressa o gas compressi, sia lunghe sia corte i cui proiettili erogano un'energia cinetica superiore a 7,5 joule, e gli strumenti lanciarazzi, salvo che si tratti di armi destinate alla pesca ovvero di armi e strumenti per i quali la "Commissione consultiva centrale per il controllo delle armi" escluda, in relazione alle rispettive caratteristiche, l'attitudine a recare offesa alla persona.

♦  Reati commessi nei rapporti con la Pubblica Amministrazione (art. 25, D.Lgs. 231/01).

  • Corruzione per un atto d'ufficio (art. 318 c.p.);
  • Pene per il corruttore (art. 321 c.p.);
  • Corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio (art. 319 c.p.);
  • Circostanze aggravanti (art. 319-bis c.p.);
  • Corruzione in atti giudiziari (art. 319-ter c.p.);
  • Istigazione alla corruzione (art. 322 c.p.);
  • Concussione (art. 317 c.p.);

♦  Delitti contro l'industria ed il commercio (art. 25-bis.1, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dalla Legge 23 Luglio 2009, n.99, art.15]

  • Turbata libertà dell'industria o del commercio. (art. 513 c.p.)
  • Illecita concorrenza con minaccia o violenza. (art. 513-bis c.p.)
  • Frodi contro le industrie nazionali. (art. 514 c.p.)
  • Frode nell'esercizio del commercio. (art. 515 c.p.)
  • Vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine. (art. 516 c.p.)
  • Vendita di prodotti industriali con segni mendaci (art. 517 c.p.)
  • Fabbricazione e commercio di beni realizzati usurpando titoli di proprietà industriale. (art. 517-ter c.p.)
  • Contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari. (art. 517-quater c.p.)

♦  Reati societari (art. 25-ter, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dal D.Lgs. 11 aprile 2002 n. 61, art. 3].

  • False comunicazioni sociali (art. 2621 c.c.);
  • False comunicazioni sociali in danno dei soci o dei creditori (art. 2622, comma 1 e 3, c.c.);
  • Falso in prospetto (art. 2623, comma 1 e 2, c.c.) (l'art. 2623 è soppresso dal 12/01/2006 dalla Legge del 28/12/2005 n. 262 art. 34; controversa soppressione);
  • Falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni delle società di revisione (art. 2624, comma 1 e 2, c.c.);
  • Impedito controllo (art. 2625, comma 2, c.c.);
  • Formazione fittizia del capitale (art. 2632 c.c.);
  • Indebita restituzione di conferimenti (art. 2626 c.c.);
  • Illegale ripartizione degli utili e delle riserve (art. 2627 c.c.);
  • Illecite operazioni sulle azioni o quote sociali o della società controllante (art. 2628 c.c.);
  • Operazioni in pregiudizio dei creditori (art. 2629 c.c.);
  • Indebita ripartizione dei beni sociali da parte dei liquidatori (art. 2633 c.c.);
  • Illecita influenza sull'assemblea (art. 2636 c.c.);
  • Aggiotaggio (art. 2637 c.c.);
  • Omessa comunicazione del conflitto d'interessi (art. 2629-bis c.c.) [Articolo aggiunto dalla L. 28 dicembre 2005, n. 262, art. 31];
  • Ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza (art. 2638, comma 1 e 2, c.c.).